"C’era un malato e lo abbiamo curato...
abbiamo messo in pratica il Vangelo ed è bastato
per far muovere tutto il mondo.."
Venerabile Luisa Guidotti Mistrali
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21 Novembre 2025

Rachele in Zimbabwe

Ho scritto su un post nel mio profilo instagram:

 " Maggio. 
Guardato nei pozzi di terre aride. 
Trovato arcobaleni nella stagione secca. 
Spiato amore primordiale. 
Gustato lo stupore dell'essere eterni bambini.
Disegnato quadri di quotidiano splendore. 
Sentito la Danza.

Ballato in equilibrio tra frustrazione ed affezione. 
Ballato con la testa stanca e dubbiosa. 
Ballato con la meraviglia negli occhi. 
Ballato con i piedi festanti. 
Ballato. Ballato. Ballato "



Se dovessi fare un riassunto di questi mesi Zimbabwesi credo sarebbe questo. In fin dei conti per raccontare una realtà complessa occorre afferrarne i contrasti, scontrarsi. Ora: raccontare i mesi necessiterebbe di fitte pagine, ma quello che posso fare è raccontare le emozioni. Mi sono sentita accolta in una realtà distante circa 9000 km da casa e ho trovato una comunità con le braccia aperte. Sono stata pervasa dalla gioia nel vedere il sorriso di un bambino che dopo giorni se ne andava dall'ospedale, nel battere un cinque (più 200 cinque in realtà) ogni volta che percorrevo la strada per la guest house mentre gli studenti tornavano da scuola, nello scherzare con i coltivatori di tabacco che quotidianamente mi chiamavano dai loro campi durante le mie passeggiate. Mi sono commossa quando ho fatto nascere il primo neonato, quando la mamma di un prematuro ed io ci siamo messe a cantare in corridoio perché il bimbo finalmente aveva preso 200 grammi, quando ho incontrato casualmente dopo mesi (sempre in una delle mie passeggiate) Loreen, una bimba che non pensavamo ce l'avrebbe fatta, ma contro ogni prognostico stava guarendo. Sono stata arrabbiata per i reagenti del laboratorio  che mancavano e per gli esami del sangue che non potevano essere eseguiti, ma ci sarebbero serviti per fare la diagnosi a più di  un paziente; per aver dovuto dire ad una madre quindicenne che il suo neonato era morto; per tutte quelle volte che le istituzioni sembravano non volere il benessere della popolazione. Mi sono sentita frustrata nel non poter fare talvolta abbastanza per le persone. Sono stata curiosa come non mai nel conoscere una guaritrice tradizionale e cercarne di carpire i segreti, nel danzare incessantemente ad una celebrazione della chiesa Zionista e nel cercare di imparare dalle mie maestre Chido e Loriet lo Shona. Stanchissima a volte, specialmente quando i bambini del vicinato alle 6 del mattino gridavano sotto la mia finestra.

Infine: Sono grata per l'umanità abbracciata, per la meraviglia dei paesaggi, per le amicizie e per lo splendore della semplicità. Grata di aver ballato.

Detto questo: "Tonana Zimbabwe!" ("Arrivederci Zimbabwe!")

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