Il 7 e 8 giugno ci siamo incontrati a Roma con gli amici dell’associazione, accorsi numerosi da varie parti d’Italia, con le consorelle dell’India e dello Zimbabwe, collegate online, per celebrare il Giubileo 2025 e riflettere i su “prendersi cura alla luce del Vangelo”. Sono state due giornate molto belle e dense di spunti. La presenza di parecchi giovani che con il loro impegno partecipano alle attività dell’Associazione in Italia e in missione ha contribuito a rendere davvero speciale questa esperienza.
Il primo giorno Don Paolo Costa (Biblista, professore incaricato del Pontificio Istituto Biblico di Roma), attraverso il Vangelo di Luca, ci ha guidati nella riflessione di come l’opera di Cristo continua nella Chiesa, nelle comunità cristiane e in ciascuno di noi. Ci ha aiutati a rafforzare la certezza della presenza di Gesù nella storia ricordandoci che “Gesù non ha mani, non ha cuore….ma ha le nostre mani, il nostro cuore”. Ha sottolineato come il missionario, prendendosi cura del malato e in generale dell’uomo che soffre, partecipa all’opera salvifica di Gesù. Il missionario non deve essere alla ricerca della riconoscenza per l’opera che compie, ma deve porsi in un’ottica di dono, di gratuità, deve ascoltare l’altro, accompagnarlo lungo la strada per poi lasciarlo andare completamente rinnovato come fa Filippo con l’eununco ( Atti degli Apostoli 8,26-40).
La dott.sa Conigliaro (direttore Unità Gastrologia e endoscopia digestiva presso Nuovo Ospedale Civile Baggiovara) con una testimonianza molto toccante, riferita anche a una “sofferenza vissuta in prima persona” , ha illustrato come la professione medica dovrebbe essere considerata una chiamata, un servizio che si svolge nell'amore per il prossimo, in questo contesto,“la cura del corpo diventa quindi un atto d'amore, che si allinea con i principi cristiani di carità e servizio”.
La giornata si è conclusa nell’incantevole giardino della parrocchia di Santa Prisca con la celebrazione della Santa Messa officiata da don Antonello Sacco che ha anche coordinato le due giornata e la cena conviviale durante la quale abbiamo gustato le delizie preparate dagli amici di Modena sempre pronti a intervenire per ogni necessità dell’Associazione.
Il secondo giorno l’incontro si è svolto nella mensa dei poveri di via Matteo Boiardo in una cornice molto significativa di dipinti di Street Art. Ha aperto i lavori Don Paolo Bonini (assistente ecclesiastico presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma) il quale, attraverso un interessante excursus storico sulla dottrina sociale della Chiesa, ci ha “condotti per mano” nella comprensione del significato di “solidarietà” aiutandoci a capire come quando la solidarietà diventa formazione si trasforma in un percorso; diventa un impegno concreto e continuo, uno stile di vita, una spinta a “uscire da se stessi”, ad andare verso l’altro donando all’altro ciò che gli è dovuto, ciò che serve per la sua dignità . Ha sottolineato poi come nelle encicliche Laudato sì e Evangelii Gaudium la solidarietà si proietta in una dimensione di fraternità universale che abbraccia tutto il creato non solo qui e ora ma anche in una prospettiva futura.
La Prof.sa Micaela Piccoli (Direttore Unita' Operativa Complessa di Chirurgia Generale presso Nuovo Ospedale Civile Baggiovara), dopo i riferimenti a Gesù come “l’esemplare perfetto del medico missionario” e alla “medicina come risposta a una chiamata e non solo come carriera” , ci ha reso partecipi del suo impegno quotidiano ad “aiutare i giovani a vedere il proprio lavoro come una missione ricevuta e non solo un mestiere esercitato” e sugli interventi del suo gruppo negli ultimi anni in Zimbabwe .
A conclusione dei lavori Don Antonello ci ha fatto vivere l’esperienza molto bella del rinnovo delle promesse battesimali nello splendido Battistero di San Giovanni in Laterano seguito dal pellegrinaggio verso l’attigua Basilica, l’attraversamento della porta Santa e la recita delle litanie all’interno della Basilica.










