Il 30 e il 31 maggio si è svolto a Roma presso la sala parrocchiale della Chiesa di Santa Prisca un incontro organizzato da Associazione Sanitaria Internazionale ETS (ASI) e Associazione Femminile Medico Missionaria (AFMM) sul tema della vocazione universale.
A bbiamo trascorso due mezze giornate dense di emozioni e di spunti di riflessione. Abbiamo ascoltato con estremo interesse l’analisi di don Michele Ferrari sulla gioia della risposta in questa nostra epoca ipermoderna caratterizzata dall’attenzione al presente e dalla mancanza di passato e di futuro. Don Michele ha sottolineato come la velocità spicca come una delle caratteristiche principali della nostra epoca, tutto è incentrato sul presente, non abbiamo più la linea del tempo. Tutto ciò che richiede continuità, stabilità sembra assente dai nostri orizzonti. Tutto questo ha un costo molto pesante in quanto ci fa perdere la prospettiva dell’eternità alla quale siamo chiamati, ci fa vivere vivere in uno stato di ansia, in una situazione di shock del futuro . E’ necessario riappropriarsi del tempo reimparando a fermarsi , a “perdere” tempo, a sapersi ascoltare; serve un ripensamento antropologico che comporta “rifare” l’uomo, cogliere lo sguardo di Gesù che è Amore e scegliere di seguirlo.
Siamo stati molto colpiti dalla testimonianze di Chiara Castellani che ripercorrendo la sua vita ci ha raccontato come ha sentito chiaramente, fin da piccola, la sua vocazione a dare una risposta radicale all’invito del Vangelo ad amare gli altri. La sua volontà di vivere la sua vita di medico missionario al servizio dei più poveri non si è arresa difronte a nessuna difficoltà (amputazione di un braccio, ebola…); condivide interamente la sua vita con la popolazione dei villaggi dove vive che cura tra mille difficoltà. Bellissimo è stato il suo invito ai più giovani a tirare fuori i sogni dal cassetto e a perseguirli con determinazione, con “testardaggine”.
Raffaele dei Ragazzi di via D’Amelio ci ha portati in una dimensione diversa, ci ha fatto capire come il loro impegno civile contro le mafie sia una chiamata alla responsabilità e di come dietro l’impegno ci sia sempre una chiamata, un credo, una spiritualità. Raffaele ha sottolineato come sia estremamente importante ritrovarsi insieme per rispondere alla chiamata alla responsabilità.
Vanessa di Aid for Life ci ha raccontato come lei e suo marito hanno intrapreso il loro cammino di laici consacrati. Ci ha colpiti la sua profonda fede. Vanessa, illustrandoci le opere realizzate, tra cui un ospedale in Tanzania che verrà inaugurato a breve, ha ripetuto più volte che si tratta di opere del Signore che lui ha voluto e ha portato a termine. Secondo Vanessa “Dio non sceglie le persone capaci ma rende capaci le persone che sceglie”. Per lei la vocazione è il progetto che Dio ha pensato perché ognuno di noi arrivasse alla sua pienezza. A noi resta solo la risposta che dipende totalmente dalla nostra libertà e generosità.
Nell’ultimo intervento Melania di A.F.M.M. ci ha illustrato la sua risposta alla vocazione missionaria di laica consacrata, per lei la vocazione è amore per gli altri, servire gli altri con tutto il cuore. La sua risposta si concretizza nel suo impegno in campo sociale presso i villaggi che circondano la missione di ST. Albert in Zimbabwe dove le popolazioni spesso vivono in condizioni molto precarie. Durante le sue visite Melania condivide con le persone la sua fede e l’amore per Cristo che contraddistingue la sua vita.
Abbiamo avuto una sintesi dei lavori molto profonda da Sua Eminenza il Cardinale Angelo De Donatis che nel suo intervento , prima della celebrazione della S.Messa del 31 maggio, ci ha ricordato che è il Battesimo il fondamento della nostra vocazione, in quel momento si celebra il funerale dell’uomo vecchio e la nascita di quello nuovo.
Il momento sicuramente più alto è stato la S. Messa celebrata da sua Eminenza nel corso della quale Loriet ha fatto la sua professione perpetua come consacrata di A.F.M.M. Le due giornate sono state allietate da momenti di convivialità nel giardino della Parrocchia di Santa Prisca.
Per tutto questo ringraziamo innanzitutto il Signore. Ringraziamo sua Eccellenza il cardinale De Donatis che ci onorati della sua presenza facendoci sentire tutto il suo affetto, i sacerdoti che hanno concelebrato, il coro che ha allietato la funzione, la parrocchia di Santa Prisca che ci ha ospitati, gli oratori, tutti coloro che hanno partecipato e tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione dell’evento e dei momenti di convivialità. Un grazie particolare va a Don Antonello che ha coordinato i lavori.























